PERMESSI AL LAVORO – Congedo per lutto

Un lavoratore, in caso di morte di un familiare, può richiedere dei giorni di permesso denominati 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗲𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝘂𝘁𝘁𝗼.

Durante i giorni di permesso, il lavoratore viene normalmente retribuito ma solo per un periodo limitato di tempo; alla scadenza, può scegliere di restare ancora a casa (fino ad un massimo di due anni), ma l’assenza non è retribuita.
Stesso discorso vale anche in caso di 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗲.

Esistono 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗶 di congedo:
– 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼, che vale solo per tre giorni;
– 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼, di cui si può godere dal 4° giorno in poi fino ad un massimo di due anni.

𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐆𝐄𝐃𝐎 𝐑𝐄𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐔𝐓𝐓𝐎?
Il lavoratore può fruire di tale permesso in caso di 𝗱𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶𝘁𝗮̀:
– del coniuge, anche se legalmente separato (o della parte dell’unione civile);
– di un parente entro il 2° grado (anche se non convivente);
– di un soggetto componente la famiglia anagrafica.

La legge non specifica cosa debba intendersi per «𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶𝘁𝗮̀» ma include quelle patologie che:
– richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi;
– determinano una riduzione temporanea, permanente o perdita dell’autonomia personale.

𝐐𝐔𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐏𝐄𝐑𝐌𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐑𝐄𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐔𝐓𝐓𝐎?
E’ possibile richiedere fino ad un massimo di 𝘁𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 annui retribuiti.

Ciò significa che, 𝘀𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝘂𝘁𝘁𝗶, non si possono avere più di tre giorni retribuiti ma, comunque, ci si può assentare sfruttando il congedo non retribuito per «gravi motivi» di due anni.

Nel conteggio non rientrano i 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 e, in alternativa alla fruizione di tali giorni, è possibile stabilire con il datore (nel caso di documentata grave infermità) diverse modalità di svolgimento dell’attività lavorativa che comportino una riduzione dell’orario di lavoro non inferiore ai giorni di permesso che vengono sostituiti.

𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐔𝐒𝐔𝐅𝐑𝐔𝐈𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐆𝐄𝐃𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐔𝐓𝐓𝐎?
Alla morte di un familiare, il lavoratore 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲𝗿𝗮̀ al datore di lavoro i giorni nei quali non si recherà al lavoro.

I giorni di permesso devono essere utilizzati 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 e sono cumulabili con quelli previsti per l’assistenza delle persone portatrici di handicap ai sensi della 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝟭𝟬𝟰 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟵𝟮.

𝐐𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐎𝐂𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐑𝐄?
Per usufruire di tale congedo, è necessario consegnare al datore di lavoro un 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 o (nei casi consentiti) una 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗶𝘃𝗮.

Nel caso di permesso per grave infermità, è necessario presentare idonea 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 della struttura ospedaliera o dell’Asl per accertamenti della diagnosi clinica e verifica della grave infermità.

𝐂𝐎𝐍𝐆𝐄𝐃𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐑𝐄𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐈𝐓𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐑𝐀𝐕𝐈 𝐌𝐎𝐓𝐈𝐕𝐈
Oltre al congedo retribuito, è previsto anche il 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗲𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶.

𝗜 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶:
– il lavoratore;
– il convivente (se la convivenza risulta da certificazione anagrafica);
– i parenti o affini entro il 3° grado disabili (anche non conviventi);
– i seguenti soggetti anche se non conviventi: coniuge (o parte dell’unione civile); figli (anche adottivi) e, in loro mancanza, discendenti prossimi; genitori e, in loro mancanza, ascendenti prossimi; adottanti; generi e nuore; suocero e suocera; fratelli e sorelle germani o unilaterali.

𝗣𝗲𝗿 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼:
– necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei soggetti sopra indicati;
– situazioni che comportano un impegno maggiore del lavoratore verso i soggetti sopra indicati;
– le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;
– situazioni derivanti da patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente o perdita dell’autonomia personale; richiedono assistenza continua o frequenti monitoraggi clinici; richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Tale congedo può essere utilizzato per un periodo, continuativo o non, di 𝟮 𝗮𝗻𝗻𝗶.
Il limite dei due anni è comprensivo dei 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 compresi nel periodo di congedo.

Sei pronto a risolvere il tuo caso?

non pagare!

Hai ricevuto una multa ingiusta o una cartella esattoriale inaspettata?

I termini per presentare ricorso sono brevi (30-60 giorni). Ignorarla significa rischiare il fermo amministrativo o il pignoramento, raddoppiando i costi.

Non pagare per errori altrui

Il nostro team di legali specializzati valuta il tuo verbale. Carica la foto e scopri se è ricorribile entro 24 ore.

Altri post recenti

Hai un caso legale aperto o un dubbio da chiarire?

Parlane con noi

Seleziona la materia di cui hai bisogno e lasciaci i tuoi recapiti. Ti ricontatteremo a breve per capire insieme come possiamo aiutarti.