NASpI stagionali e turismo 2026: come fare domanda a settembre

Se il tuo contratto stagionale termina a settembre 2026, puoi avere diritto alla NASpI. La scadenza naturale di un contratto a termine può infatti consentire l’accesso alla disoccupazione.

La domanda deve però essere presentata nei termini e con attenzione ai contributi maturati. Dal 2025 esiste anche una regola particolare per chi si era dimesso da un precedente lavoro a tempo indeterminato.

Prima di procedere, leggi anche la nostra guida su Errori NASpI: i 3 sbagli più comuni che ti fanno perdere la disoccupazione.

Che cos’è la NASpI per lavoratori stagionali e turismo

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta dall’INPS a molti lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro.

È una tutela molto importante per chi lavora nel turismo.

Pensiamo a camerieri, receptionist, cuochi, addetti alle pulizie, bagnini e personale degli stabilimenti balneari.

Lo stesso vale per molti dipendenti di alberghi, villaggi turistici, campeggi, ristoranti e strutture ricettive.

Durante l’estate questi lavoratori possono avere contratti a tempo determinato legati alla stagione.

Alla fine del periodo concordato, il rapporto termina.

Questa cessazione non equivale normalmente alle dimissioni volontarie del lavoratore.

La scadenza naturale del contratto a termine può quindi permettere di chiedere la NASpI, se sono presenti gli altri requisiti.

L’INPS richiede infatti che la perdita del lavoro sia involontaria e che sia presente il requisito contributivo previsto.

La regola ordinaria richiede almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti.

Non è invece più richiesto il vecchio requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo.

Questo rende la NASpI particolarmente importante per chi alterna periodi di occupazione e periodi senza lavoro.

Attenzione, però.

Non ogni attività definita genericamente “stagionale” dà automaticamente diritto alla NASpI.

Bisogna verificare il tipo di contratto, la cessazione e la posizione contributiva del lavoratore.

Per esempio, gli operai agricoli seguono normalmente una disciplina diversa dalla NASpI.

Come funziona la NASpI per lavoratori stagionali e turismo

La NASpI per lavoratori stagionali e turismo: come fare domanda a Settembre 2026 diventa particolarmente attuale alla fine dell’estate.

Molti rapporti iniziati tra aprile, maggio e giugno terminano infatti tra settembre e ottobre.

Il primo passaggio è controllare la data effettiva di cessazione indicata nel contratto.

La domanda NASpI può essere presentata soltanto dopo la chiusura del rapporto di lavoro.

Non bisogna aspettare troppo.

La domanda deve essere inviata all’INPS, in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Esistono alcune situazioni particolari che possono modificare il calcolo del termine.

È il caso, per esempio, di determinati eventi di maternità, malattia o infortunio.

Per il normale contratto stagionale che arriva semplicemente alla sua scadenza, il riferimento resta la cessazione.

Quando conviene presentare la domanda?

Presentarla velocemente può avere effetti anche sulla decorrenza economica.

Se la domanda viene presentata entro gli otto giorni successivi alla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno.

Se viene presentata più tardi, la prestazione decorre dal giorno successivo alla domanda.

Facciamo un esempio semplice.

Il contratto di un cameriere termina il 15 settembre.

Se presenta la domanda entro i primi otto giorni, la NASpI può decorrere secondo la regola dell’ottavo giorno.

Se aspetta diverse settimane, non perde necessariamente tutto il diritto.

Può però perdere alcune giornate di indennità.

Ecco perché aspettare l’ultimo dei 68 giorni è quasi sempre una cattiva idea.

SituazioneRegola principale
Contratto stagionale scadutoPuò dare diritto alla NASpI
ContributiAlmeno 13 settimane nei quattro anni precedenti
Termine domanda68 giorni dalla cessazione
Domanda entro 8 giorniDecorrenza dall’ottavo giorno
Domanda dopo 8 giorniDecorrenza dal giorno successivo alla domanda
Importo massimo 20261.584,70 euro mensili

Per il 2026, la retribuzione di riferimento indicata dall’INPS è pari a 1.456,72 euro.

L’importo massimo mensile della NASpI nel 2026 è invece pari a 1.584,70 euro.

L’importo concreto dipende dalla retribuzione previdenziale del singolo lavoratore.

Non significa quindi che tutti riceveranno 1.584,70 euro.

La NASpI viene calcolata sulla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni.

La durata segue invece la storia contributiva.

In linea generale, viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive utili degli ultimi quattro anni.

I periodi contributivi già utilizzati per precedenti prestazioni di disoccupazione non vengono conteggiati nuovamente.

Diritti, obblighi e aspetti giuridici rilevanti

Per gli stagionali esiste una questione molto importante dal 2025.

Riguarda chi, prima del lavoro stagionale, si è dimesso volontariamente da un contratto a tempo indeterminato.

Immaginiamo questo caso.

Un lavoratore lascia volontariamente un contratto stabile a marzo.

A giugno viene assunto da un hotel con un contratto stagionale.

Il rapporto termina regolarmente a settembre.

In passato si poteva guardare soprattutto alla cessazione dell’ultimo contratto.

Oggi bisogna fare anche un controllo ulteriore.

Per gli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2025, la legge ha introdotto un nuovo requisito.

La regola opera quando esistono dimissioni volontarie da un tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti.

In quella situazione, il lavoratore deve avere almeno 13 settimane di contribuzione dopo quelle dimissioni.

Le settimane devono collocarsi tra la cessazione volontaria e la successiva disoccupazione involontaria.

Questa regola può colpire proprio alcuni lavoratori stagionali.

L’INPS ha chiarito che il secondo rapporto può anche essere a tempo determinato.

Quindi il fatto che l’ultimo contratto sia stagionale non elimina il problema.

Esistono però importanti eccezioni.

La disciplina speciale non si applica nello stesso modo alle dimissioni per giusta causa.

Sono inoltre previste eccezioni per specifiche dimissioni legate alla maternità o paternità.

Esistono anche particolari ipotesi di risoluzione consensuale tutelate dalla normativa.

Gli obblighi dopo la domanda NASpI

Ricevere la NASpI comporta anche alcuni obblighi.

La domanda equivale alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro.

Inoltre, i beneficiari NASpI vengono iscritti al sistema SIISL.

Il beneficiario deve attivarsi anche per il reinserimento lavorativo.

È previsto l’accesso alla piattaforma, l’aggiornamento del curriculum e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale.

L’INPS indica un termine di 15 giorni dall’inizio della fruizione della prestazione per questi adempimenti.

Non bisogna quindi pensare alla NASpI come a un bonifico da richiedere e poi dimenticare.

Durante la prestazione possono sorgere obblighi di comunicazione.

Questo è particolarmente importante se il lavoratore trova un nuovo impiego.

Lo stesso vale se inizia un’attività autonoma.

In alcuni casi occorre comunicare all’INPS l’attività e il reddito presunto.

La mancata comunicazione può avere conseguenze sulla prestazione.

Errori comuni e come evitarli

Il primo errore è pensare che la NASpI venga concessa automaticamente.

Non funziona così.

La cessazione del contratto non genera da sola il pagamento.

Il lavoratore deve presentare la domanda.

Il secondo errore è aspettare 68 giorni pensando che non cambi nulla.

La domanda può ancora essere tempestiva, ma la decorrenza economica può cambiare.

Presentarla subito permette di evitare inutili perdite.

Il terzo errore è non controllare l’estratto contributivo.

Un lavoratore può aver lavorato per mesi e scoprire anomalie nella propria posizione.

Questo può creare problemi durante la lavorazione della domanda.

Il quarto errore riguarda le dimissioni precedenti.

È uno degli aspetti più importanti per la NASpI 2026.

Chi ha lasciato volontariamente un tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti deve fare una verifica precisa.

Non basta dire: “Il mio contratto stagionale è scaduto, quindi mi spetta sicuramente”.

Potrebbe essere necessario verificare le 13 settimane maturate dopo le precedenti dimissioni.

Il quinto errore è compilare in modo superficiale la domanda.

Attività lavorative ancora aperte, redditi o altre situazioni personali possono essere rilevanti.

Una dichiarazione sbagliata può ritardare la pratica.

In alcuni casi può provocare una richiesta di chiarimenti o un successivo recupero delle somme.

Il sesto errore è iniziare un nuovo lavoro senza verificare gli obblighi NASpI.

Per chi lavora nel turismo questa situazione è frequente.

Un contratto può terminare a settembre e un altro può iniziare già a ottobre.

Bisogna quindi capire quali comunicazioni effettuare e quali effetti avrà il nuovo rapporto.

Per approfondire questi aspetti, consulta anche Errori NASpI: i 3 sbagli più comuni che ti fanno perdere la disoccupazione.

Cosa fare in concreto in questa situazione

Hai terminato il lavoro estivo?

La prima cosa da fare è recuperare il contratto e controllare la data esatta di cessazione.

Poi verifica la tua posizione contributiva sul portale INPS.

In particolare, controlla questi elementi:

  1. data di inizio e fine del contratto stagionale;
  2. settimane contributive presenti;
  3. eventuali precedenti rapporti di lavoro;
  4. eventuali dimissioni da un tempo indeterminato negli ultimi dodici mesi;
  5. altre attività lavorative ancora aperte;
  6. correttezza dei dati anagrafici e dell’IBAN.

L’IBAN utilizzato per il pagamento deve riferirsi a un conto intestato o cointestato al richiedente.

A quel punto puoi presentare la domanda.

L’INPS permette l’invio attraverso il servizio telematico dedicato.

È possibile utilizzare anche il Contact Center oppure rivolgersi a un patronato abilitato.

Una volta inviata la richiesta, conserva la ricevuta.

Controlla poi lo stato della pratica nella tua area personale.

Non trascurare eventuali richieste dell’INPS.

Dopo l’avvio della prestazione, controlla anche gli adempimenti collegati al SIISL.

Se trovi un nuovo lavoro, non dare per scontato che la NASpI continui senza conseguenze.

Verifica subito cosa devi comunicare.

Una comunicazione tempestiva è molto più semplice da gestire rispetto a un indebito INPS dopo mesi.

Mini-storia o esempio pratico

Pensiamo a Marco, 29 anni.

A maggio viene assunto come receptionist in un hotel sulla costa.

Il contratto termina il 20 settembre.

Marco pensa di poter aspettare ottobre per occuparsi della disoccupazione.

Un collega gli consiglia invece di controllare subito la propria posizione.

Marco scopre di avere abbastanza contributi.

Non aveva inoltre lasciato volontariamente un tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti.

Presenta quindi la domanda pochi giorni dopo la fine del contratto.

In questo modo evita di rinviare inutilmente la decorrenza.

Cambiamo però un dettaglio.

Immaginiamo che Marco, a febbraio, si fosse dimesso volontariamente da un contratto a tempo indeterminato.

A maggio avrebbe poi iniziato il lavoro stagionale.

In questo caso la verifica diventerebbe diversa.

Bisognerebbe controllare se tra le dimissioni e la cessazione di settembre siano maturate almeno 13 settimane contributive.

Tre mesi di stagione potrebbero non essere sufficienti.

Quattro o cinque mesi potrebbero invece cambiare completamente la situazione.

Le date diventano quindi decisive.

È proprio per questo che due camerieri dello stesso hotel possono ricevere risposte NASpI differenti.

Hanno lavorato nello stesso posto.

Hanno avuto lo stesso contratto estivo.

Ma la loro storia lavorativa precedente può essere diversa.

Quando serve davvero un avvocato

Per una domanda NASpI ordinaria non è sempre necessario rivolgersi a un avvocato.

Molte pratiche vengono presentate e accolte senza particolari difficoltà.

Il problema nasce quando arriva un rigetto.

Oppure quando l’INPS riconosce una durata molto inferiore a quella attesa.

L’assistenza legale può essere utile anche quando manca parte della contribuzione.

Lo stesso vale quando l’Istituto applica il nuovo requisito delle 13 settimane e nega la prestazione.

In questi casi bisogna ricostruire con attenzione la storia lavorativa.

Occorre controllare dimissioni, licenziamenti, contratti a termine e settimane contributive.

Anche la motivazione del rigetto deve essere analizzata.

Non tutti i dinieghi hanno la stessa causa.

A volte manca davvero un requisito.

In altri casi possono esserci dati incompleti o una valutazione contestabile.

Un’altra situazione delicata riguarda gli indebiti.

Il lavoratore può ricevere regolarmente la NASpI e iniziare successivamente una nuova attività.

Se gli obblighi di comunicazione non vengono rispettati, l’INPS può intervenire sulla prestazione.

È quindi preferibile verificare subito la propria posizione.

La NASpI per lavoratori stagionali e turismo: come fare domanda a Settembre 2026 non deve essere affrontata come una procedura automatica.

Bastano poche date sbagliate per cambiare l’esito della domanda.

FAQ sulla NASpI per lavoratori stagionali 2026

1. Se il contratto stagionale scade, posso chiedere la NASpI?

Sì, in presenza degli altri requisiti. La naturale scadenza del contratto a termine può consentire l’accesso alla NASpI.

2. Entro quanto tempo devo presentare la domanda NASpI?

La domanda deve essere presentata, in via generale, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

3. Quanti contributi servono per avere la NASpI?

La regola ordinaria richiede almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione.

4. Mi sono dimesso da un lavoro fisso prima della stagione: posso prendere la NASpI?

Dipende. Se le dimissioni risalgono ai dodici mesi precedenti, può servire avere 13 settimane contributive maturate successivamente.

5. Quanto posso ricevere di NASpI nel 2026?

L’importo dipende dalla retribuzione precedente. Per il 2026, il massimo mensile è pari a 1.584,70 euro.

Conclusione

La fine della stagione estiva coincide, per migliaia di lavoratori, con la fine del contratto.

Hotel, stabilimenti, villaggi e strutture turistiche riducono il personale con la conclusione del periodo estivo.

Per molti dipendenti la NASpI rappresenta quindi una tutela economica essenziale nei mesi successivi.

Il consiglio è semplice: non aspettare l’ultimo momento.

Controlla subito data di cessazione, contributi e precedente storia lavorativa.

Presta particolare attenzione se ti sei dimesso da un contratto a tempo indeterminato nell’ultimo anno.

Se la domanda NASpI è stata respinta, sospesa o calcolata in modo che ritieni errato, è opportuno approfondire.

Lo Studio Laudando & Partners può analizzare la tua posizione contributiva e il provvedimento ricevuto dall’INPS.

Può inoltre verificare se esistono i presupposti per contestare un rigetto o chiedere il riconoscimento della prestazione.

Contatta lo Studio Laudando & Partners per ricevere assistenza personalizzata sulla tua NASpI e tutelare i tuoi diritti previdenziali.

Avv. Antonio Laudando

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