Nel corso degli anni ci sono stati dei cambiamenti per quanto riguarda l’ “𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗼𝗿𝘇𝗶𝗹𝗲”.
I cosiddetti alimenti non spettano in automatico ma solo a seguito di un’attenta valutazione da parte del giudice.
𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐎𝐍𝐎 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈?
Gli 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 sono una misura che viene disposta dal giudice per garantire al coniuge di rendersi autosufficiente anche dopo il divorzio.
L’𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 è valutata in base alla condizione sociale delle parti ed alla possibilità economica del coniuge tenuto al versamento.
Al momento dell’accertamento dell’assegno divorzile, il 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲 deve valutare due cose importanti: la 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 del richiedente (ad es., la moglie ancora giovane, che può ancora lavorare, non ha diritto a tale mantenimento anche se disoccupata); il 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 che il richiedente ha avuto nella famiglia prima della separazione (ad es., la moglie che non ha mai lavorato per badare ai figli e alla casa ha diritto ad un mantenimento più elevato in virtù del suo operato).
Al momento dell’accertamento dell’assegno divorzile, il 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗲 deve valutare due cose importanti: la 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 del richiedente (ad es., la moglie ancora giovane, che può ancora lavorare, non ha diritto a tale mantenimento anche se disoccupata); il 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 che il richiedente ha avuto nella famiglia prima della separazione (ad es., la moglie che non ha mai lavorato per badare ai figli e alla casa ha diritto ad un mantenimento più elevato in virtù del suo operato).
𝐂𝐇𝐈 𝐇𝐀 𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐌𝐀𝐍𝐓𝐄𝐍𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎?
Gli alimenti spettano solo quando l’ex coniuge non ha un 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 ed ha un’età talmente elevata da non garantirle un’occupazione.
Tale mantenimento sarà ancor più elevato nel caso in cui, ad esempio, una donna abbia rinunciato alla sua carriera per dedicarsi all’accudimento di un figlio. Non ha diritto al mantenimento una giovane donna in salute e con una buona formazione scolastica, che può lavorare; una donna che non dà dimostrazione, dopo la separazione, di aver cercato un’occupazione.
𝐌𝐀𝐍𝐓𝐄𝐍𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐈𝐔𝐆𝐄 𝐃𝐈𝐒𝐎𝐂𝐂𝐔𝐏𝐀𝐓𝐎
Possono essere riconosciuti gli alimenti al 𝗰𝗼𝗻𝗶𝘂𝗴𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘁𝗼 solo se:
– l’ex lavora e ha un proprio reddito, sufficiente a soddisfare anche le esigenze dell’altro;
– il richiedente ha superato i 50 anni di età e non ha capacità di trovare un posto;
– il richiedente ha sempre svolto l’attività di casalinga;
– il richiedente ha una malattia invalidante che non gli consente di lavorare;
– il richiedente riesce a dare prova di aver cercato un lavoro e di non esserci riuscito.
𝐍𝐎𝐍 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐈𝐅𝐅𝐄𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐑𝐄𝐃𝐃𝐈𝐓𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐂𝐇𝐈𝐄𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈
La Cassazione ha ribadito che l’assegno di divorzio 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗲 se dopo la separazione il coniuge debole non si impegna alla ricerca del lavoro.
𝐀𝐒𝐒𝐄𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐎𝐑𝐙𝐈𝐋𝐄: 𝐈 𝐂𝐑𝐈𝐓𝐄𝐑𝐈
La giurisprudenza, negli ultimi anni, ha ormai abbandonato il criterio del «𝘁𝗲𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮» per quantificare il mantenimento.
Il 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗼 non deve riconoscere alla moglie un assegno elevato solo perchè guadagna di più. Qualora venga accertato che il richiedente sia economicamente indipendente, non deve essergli corrisposto l’assegno divorzile.
In definitiva, 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, nel valutare il diritto o meno dell’assegno divorzile, si deve tener conto sia dell’impossibilità degli ex coniugi di vivere autonomamente e dignitosamente e sia della necessità di compensarlo per il particolare contributo dato alla formazione del patrimonio comune o dell’altro coniuge durante la vita matrimoniale.