Negli ultimi anni, molte persone si sono viste recapitare una richiesta di rimborso da parte dell’INPS per somme percepite erroneamente. Si tratta dei cosiddetti indebiti INPS, ovvero importi che l’Istituto ritiene di aver versato senza che il beneficiario ne avesse diritto. Ma è sempre necessario restituire queste somme? La risposta è: non sempre. Vediamo in quali casi è possibile opporsi e come presentare un ricorso contro INPS.
Quando non sei obbligato a restituire una pensione indebita?
Esistono diverse situazioni in cui un pensionato o un lavoratore non è tenuto a restituire gli importi richiesti dall’INPS. I casi principali sono:
- Errore dell’INPS senza dolo del cittadino Se l’indebito deriva da un errore dell’INPS e il beneficiario non ha avuto alcun comportamento fraudolento o doloso, la legge prevede che la restituzione non sia dovuta. È il caso, ad esempio, di una pensione calcolata erroneamente dall’ente previdenziale senza che il pensionato ne fosse a conoscenza.
- Decorrenza dei termini di prescrizione La richiesta di rimborso dell’INPS deve rispettare precisi termini di prescrizione. In linea generale, il diritto dell’INPS a recuperare le somme indebite si prescrive in 10 anni per errori amministrativi e in 5 anni per indebiti contributivi. Se l’INPS ha richiesto somme oltre questi limiti, è possibile opporsi.
- Mancanza di chiarezza nella comunicazione dell’INPS La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che le richieste di rimborso devono essere chiare e dettagliate. Se l’INPS non motiva adeguatamente il motivo della richiesta, è possibile contestarla.
- Condizioni di particolare difficoltà economica In alcuni casi, l’INPS può concedere la non restituzione delle somme o una rateizzazione agevolata, specialmente se la restituzione comprometterebbe la sussistenza economica del pensionato o del lavoratore.
Come presentare un ricorso contro INPS
Se hai ricevuto una richiesta di rimborso INPS e ritieni di non essere tenuto a restituire le somme, è possibile presentare un ricorso. Ecco i passaggi principali:
- Verifica della documentazione Controlla la comunicazione ricevuta dall’INPS e accertati delle motivazioni alla base della richiesta di rimborso.
- Presentazione di un’istanza di autotutela Prima di ricorrere a un giudice, puoi inviare all’INPS un’istanza di autotutela, chiedendo la revisione del provvedimento.
- Ricorso amministrativo presso il Comitato Provinciale INPS Se l’istanza di autotutela viene respinta, hai 90 giorni di tempo per presentare un ricorso amministrativo.
- Ricorso giudiziario Se anche il ricorso amministrativo non va a buon fine, è possibile adire il Tribunale del Lavoro, con l’assistenza di un avvocato specializzato in previdenza.
Hai ricevuto una richiesta di rimborso INPS? Contattaci subito!
Se hai ricevuto una comunicazione dall’INPS per la restituzione di somme percepite, non agire d’impulso! Contatta subito Lo Studio Laudando & Partners StA srl, specializzato in diritto previdenziale, per una consulenza personalizzata. Ti aiuteremo a valutare la tua situazione e a presentare il ricorso contro INPS per evitare pagamenti ingiusti. Non aspettare, difendi i tuoi diritti!
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Avv. Antonio Laudando
