La pensione di reversibilità è una prestazione economica che spetta ai familiari superstiti di un pensionato o lavoratore deceduto.
Molti pensano che sia riservata solo al coniuge attuale, ma non è così.
La legge prevede che, in determinate circostanze, anche l’ex coniuge possa avere diritto alla pensione di reversibilità, a condizione che vengano rispettati requisiti ben precisi.
Conoscere queste regole è fondamentale per non perdere diritti economici che possono incidere in modo significativo sulla vita quotidiana.
Quando l’ex coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità
La normativa prevede che l’ex coniuge possa beneficiare della reversibilità solo se percepiva già un assegno divorzile al momento del decesso dell’ex coniuge.
Questo è il requisito essenziale: senza assegno divorzile, non sussiste alcun diritto.
Esempio pratico
Maria e Carlo hanno divorziato nel 2010. Maria percepisce un assegno divorzile stabilito dal Tribunale. Alla morte di Carlo, Maria può chiedere la pensione di reversibilità in qualità di ex coniuge.
Come viene suddivisa la pensione tra coniuge ed ex coniuge
Se oltre all’ex coniuge esiste anche un coniuge superstite attuale, la pensione di reversibilità non viene esclusivamente riconosciuta a uno dei due, ma può essere suddivisa.
La ripartizione avviene sulla base di criteri fissati dal giudice, che tengono conto principalmente di:
- durata dei rispettivi matrimoni;
- entità dell’assegno divorzile percepito;
- condizioni economiche complessive di ciascun coniuge.
Caso concreto
Giovanni è stato sposato 20 anni con Laura, da cui ha divorziato, e successivamente 10 anni con Anna, sua attuale moglie al momento del decesso. Alla morte di Giovanni, la pensione di reversibilità viene divisa tra Laura e Anna, in proporzione alla durata dei matrimoni e alle rispettive situazioni economiche.
Cosa succede se non c’è un nuovo coniuge
Se il defunto non si è risposato dopo il divorzio, l’ex coniuge titolare di assegno divorzile può ricevere l’intera pensione di reversibilità.
Attenzione ai casi più comuni di esclusione
L’ex coniuge non ha diritto alla pensione di reversibilità se:
- non percepisce un assegno divorzile;
- ha rinunciato formalmente all’assegno in sede di divorzio;
- l’assegno era solo di natura una tantum (cioè liquidato in un’unica soluzione e non periodico).
FAQ – Pensione di reversibilità ex coniuge
👉 L’ex coniuge senza assegno divorzile ha diritto?
No, l’assegno divorzile è requisito imprescindibile.
👉 La quota spettante all’ex coniuge è fissa?
No, viene stabilita dal giudice tenendo conto di vari fattori, soprattutto la durata dei matrimoni.
👉 L’ex coniuge può ricevere arretrati?
Sì, se la domanda viene accolta, ha diritto anche agli importi maturati dal decesso in poi.
👉 Serve l’intervento del Tribunale?
Sì, nei casi di concorrenza con il coniuge superstite è necessario l’intervento di un giudice per stabilire le quote.
Consigli pratici per non perdere i propri diritti
- Verifica se percepisci un assegno divorzile periodico: è la base del diritto.
- Presenta la domanda all’INPS senza ritardi.
- In caso di conflitto con l’attuale coniuge, rivolgiti subito a un legale per avviare la procedura giudiziaria.
- Conserva tutta la documentazione relativa al divorzio e ai versamenti dell’assegno.
Conclusione
La pensione di reversibilità ex coniuge è un diritto che spesso passa inosservato. In molti casi, per mancanza di informazioni o errori procedurali, gli ex coniugi non presentano domanda e perdono un sostegno economico importante.
Se ti trovi in questa situazione, non trascurare i tuoi diritti: affidati a un professionista che sappia guidarti nella richiesta e, se necessario, nel ricorso.
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Avv. Antonio Laudando
