Errori NASpI: i 3 sbagli più comuni che ti fanno perdere la disoccupazione

La NASpI è l’indennità di disoccupazione prevista dall’INPS per chi perde involontariamente il lavoro.
Si tratta di un sostegno fondamentale, ma basta commettere alcuni errori NASpI per perdere soldi o vedersi respinta la domanda.

In questo articolo analizziamo i 3 errori più comuni, con esempi pratici e consigli per evitarli.


1. Fare domanda troppo tardi

Il primo errore da non commettere è quello di presentare la domanda oltre i termini.

  • Hai 68 giorni di tempo dalla cessazione del rapporto di lavoro per richiedere la NASpI.
  • Se superi questa scadenza, perdi definitivamente il diritto.

👉 Esempio pratico: se il contratto termina il 31 gennaio, hai tempo fino al 9 aprile per presentare la domanda.


2. Non aggiornare l’INPS sulla propria situazione

La NASpI non è “automatica”: una volta concessa, devi comunque informare l’INPS di eventuali variazioni.

  • Se inizi un lavoro occasionale o a chiamata, va comunicato subito.
  • Anche piccole entrate extra devono essere dichiarate.
  • In caso contrario, l’INPS può sospendere o revocare la prestazione.

👉 Esempio pratico: un disoccupato trova un lavoretto saltuario senza dichiararlo. L’INPS scopre l’omissione e revoca la NASpI, chiedendo anche la restituzione delle somme già versate.


3. Non controllare i requisiti

Molti presentano la domanda senza verificare di avere i requisiti minimi richiesti:

  • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti.
  • Almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.
  • Perdita del lavoro involontaria (licenziamento, scadenza contratto, dimissioni per giusta causa).

👉 Esempio pratico: chi si dimette volontariamente, salvo casi particolari, non ha diritto alla NASpI.

Molti temono che l’invalidità blocchi la disoccupazione, ma non è sempre così. Anzi, le nuove regole permettono il cumulo: verifica qui i requisiti per avere insieme NASpI e Assegno Ordinario di Invalidità


Altri errori frequenti da evitare

Oltre ai tre principali, ecco altre situazioni che spesso causano problemi:

  • Presentare documentazione incompleta o errata.
  • Non controllare lo stato della domanda sul portale INPS.
  • Ignorare comunicazioni ufficiali dell’INPS o del Centro per l’Impiego.

FAQ sugli errori NASpI

Cosa succede se presento la domanda NASpI in ritardo?

Perdi il diritto al sostegno: i 68 giorni sono un termine perentorio.

Posso lavorare durante la NASpI?

Sì, ma devi comunicarlo all’INPS. A seconda delle entrate, l’indennità può ridursi o sospendersi.

Se l’INPS revoca la NASpI, devo restituire quanto percepito?

Sì, in caso di irregolarità l’INPS può chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite.

Rinunciare alla NASpI se si ha l’Assegno Ordinario.

Molti dipendenti INPS dicono che sono incompatibili, ma è falso. Se ti trovi in questa situazione, non rinunciare ai tuoi soldi e leggi come fare ricorso per riavere NASpI e Assegno Ordinario


Conclusione

La NASpI rappresenta un aiuto prezioso, ma errori banali possono costare caro.
Sapere che hai solo 68 giorni per fare domanda, che devi dichiarare ogni nuova attività e che servono precisi requisiti contributivi è il modo migliore per evitare brutte sorprese.

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Avv. Antonio Laudando

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