Cos’è l’infortunio in itinere?
L’infortunio in itinere è un evento che può colpire qualunque lavoratore nel momento in cui si sposta tra casa e lavoro.
Molti pensano che l’INAIL non risarcisca se l’incidente non avviene esattamente “sul percorso” abituale, o se ci si ferma per una piccola pausa. Ma la legge dice il contrario.
Se l’infortunio si verifica in un tragitto connesso al lavoro, anche con brevi deviazioni o durante una sosta necessaria, può essere riconosciuto come infortunio in itinere e quindi indennizzabile.
Quando è tutelato l’infortunio in itinere?
I casi riconosciuti dalla legge
Secondo l’art. 12 del D.lgs. 38/2000, l’INAIL tutela anche gli infortuni che avvengono:
- Nel tragitto casa-lavoro
- Durante il percorso tra due luoghi di lavoro
- Tra il luogo di lavoro e quello di consumazione del pasto (es. bar o mensa)
- Quando si effettua una deviazione necessaria (es. per accompagnare un figlio a scuola)
Tuttavia, il diritto all’indennizzo non è automatico: è necessario dimostrare che l’incidente è legato al tragitto lavorativo e che non vi sono state interruzioni o comportamenti “abnormi”.
Cosa succede se fai una deviazione o una pausa?
Pausa caffè, piccola spesa, benzina: sono coperti?
Sì, in certi casi. L’INAIL può riconoscere il diritto all’indennizzo anche quando il lavoratore ha fatto una breve deviazione dal percorso abituale, purché:
- La deviazione sia necessaria (es. rifornimento carburante)
- Il tempo perso sia contenuto
- L’attività sia compatibile con esigenze quotidiane ragionevoli
Per esempio:
- 🟢 Fermarsi 5 minuti al bar per un caffè può essere accettato
- 🟡 Fare shopping personale per un’ora potrebbe non essere riconosciuto
- 🟢 Accompagnare un familiare in ospedale può rientrare nei casi tutelati
Esempio pratico: caso riconosciuto dallo Studio
Un nostro assistito, impiegato amministrativo, ha avuto un incidente in scooter mentre si recava al lavoro. Si era fermato 7 minuti per fare il pieno. L’INAIL inizialmente ha negato l’indennizzo, ma abbiamo dimostrato che:
- Il rifornimento era funzionale allo svolgimento dell’attività lavorativa
- La deviazione era minima
- Il comportamento del lavoratore era del tutto ragionevole
➡️ Risultato: indennizzo ottenuto e spese sanitarie rimborsate.
Cosa fare in caso di infortunio in itinere
Se hai avuto un incidente mentre andavi o tornavi dal lavoro, segui questi passaggi:
- Rivolgiti subito al pronto soccorso e chiedi un certificato medico che specifichi il momento e la dinamica dell’infortunio.
- Comunica tempestivamente l’accaduto al datore di lavoro.
- Raccogli prove (testimoni, foto, ricevute di rifornimento, orari).
- Presenta la denuncia all’INAIL tramite il datore o in autonomia.
- Rivolgiti a un avvocato se ti viene negato il riconoscimento o se l’INAIL contesta la dinamica.
FAQ – Domande frequenti sull’infortunio in itinere
🟢 L’infortunio in bicicletta è coperto?
Sì, anche chi va al lavoro in bici può avere diritto alla tutela INAIL, purché il mezzo sia utilizzato in modo abituale e il percorso sia congruo.
🟢 E se uso i mezzi pubblici?
Anche in questo caso l’infortunio in itinere è coperto, ma è importante ricostruire correttamente orari e tratte.
🟢 Posso ottenere anche il rimborso delle spese mediche?
Sì, se l’evento viene riconosciuto dall’INAIL, sono coperte le cure mediche, l’assenza dal lavoro e, in alcuni casi, l’inabilità permanente.
🟢 E se il datore non denuncia l’infortunio?
Puoi farlo direttamente tu come lavoratore. È consigliabile farlo entro 2 giorni dall’accaduto.
Conclusione
L’infortunio in itinere è una tutela fondamentale per tutti i lavoratori. Anche in presenza di brevi soste o deviazioni, l’INAIL può essere tenuta a pagare.
Non lasciare che un rifiuto o una risposta generica ti privi dei tuoi diritti: molti casi sono recuperabili, ma serve agire con metodo e competenza.
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