Vittime del dovere: anche i familiari superstiti hanno diritto all’esenzione IRPEF

Una nuova e importantissima pronuncia della Corte di Cassazione (ord. n. 7958/2025, pubblicata il 25 marzo 2025) riconosce un principio fondamentale: i familiari delle vittime del dovere hanno diritto all’esenzione IRPEF su tutte le pensioni percepite, anche se non direttamente collegate all’evento lesivo che ha causato il riconoscimento dello status di vittima.

Cosa ha stabilito la Cassazione?

Nel caso esaminato, una madre aveva richiesto il rimborso dell’IRPEF trattenuta sulla pensione di reversibilità del marito, in quanto superstite di un militare di leva deceduto in servizio, riconosciuto “vittima del dovere”. L’Agenzia delle Entrate e l’INPS avevano negato l’agevolazione, sostenendo che il beneficio spettasse solo alle pensioni direttamente legate all’evento traumatico.

La Cassazione ha invece ribaltato questa interpretazione, chiarendo che:

L’esenzione IRPEF si applica a tutti i trattamenti pensionistici spettanti ai familiari superstiti delle vittime del dovere, a prescindere dal tipo di pensione e dalla sua origine.

La Corte ha evidenziato che l’art. 1, comma 211, della Legge 232/2016 non impone alcuna limitazione, e ha riconosciuto la natura soggettiva del beneficio, legata allo status del beneficiario e non alla natura della prestazione pensionistica.

Perché è una svolta per molti familiari?

Questa pronuncia rappresenta una vera svolta per centinaia di cittadini italiani: fino ad oggi molti superstiti si sono visti negare il diritto al rimborso IRPEF sulle pensioni semplicemente perché l’INPS o l’Agenzia delle Entrate ne limitavano l’applicazione.

Ora la Cassazione chiarisce che il beneficio va riconosciuto in modo pieno, anche per le pensioni di vecchiaia o reversibilità, aprendo la strada al recupero delle somme illegittimamente trattenute dal 1° gennaio 2017 in poi.


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Avv. Antonio Laudando

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