Chi è soggetto a visite periodiche per problemi al cuore, o polmoni, e quindi ha bisogno di frequenti permessi per curarsi o riposare, 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼.
Chiariamo alcuni dubbi.
𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔’ 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗡𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘
Il dipendente che contrae una malattia durante la sua attività lavorativa ha diritto ad essere sostituito ed 𝗮𝗱𝗶𝗯𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀. Solo se l’azienda non possiede altri posti disponibili allora può incorrere nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
𝗖𝗥𝗜𝗧𝗘𝗥𝗜 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗜𝗖𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢
Nel caso in cui l’azienda si trova in crisi ed è costretta a licenziamenti collettivi non potrà decidere in maniera soggettiva ma dovrà seguire dei 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗶 stabiliti dalla legge privilegiando chi ha una maggiore anzianità di servizio o un maggior numero di familiari a carico.
𝗟𝗜𝗖𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗣𝗔𝗧𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔 𝗜𝗡𝗩𝗔𝗟𝗜𝗗𝗔𝗡𝗧𝗘
La Cassazione ritiene che il licenziamento nei confronti di chi ha una malattia connessa a una patologia invalidante si può considerare 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.
Lunga malattia è quindi sinonimo di disabilità e risolvere il rapporto lavorativo a causa di ciò, è una discriminazione.
Se l’azienda vuole licenziare il dipendente divenuto inabile può farlo solo per giustificato motivo oggettivo verificando, però, prima la possibilità di una sua ricollocazione.
Invece, il 𝗹𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 sfruttando la scusa di ristrutturazione o crisi aziendale è un comportamento discriminatorio.
Il licenziamento discriminatorio è nullo e, anche a seguito del Jobs Act, impone la reintegra nel posto di lavoro ed il risarcimento per il danno patito.
𝗜𝗡 𝗧𝗥𝗜𝗕𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘
Il compito più delicato è quello che il dipendente deve 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 la propria malattia invalidante ed il datore di lavoro deve giustificare il suo eventuale licenziamento che è avvenuto per giusta e oggettiva causa.