È ufficiale: nella Legge di Bilancio 2026 farà il suo debutto la Rottamazione Quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle.
Il Governo ha raggiunto l’accordo politico e tecnico per introdurre una nuova misura che permetterà ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti fiscali risparmiando su sanzioni e interessi di mora.
Dopo il successo (e le criticità) delle precedenti rottamazioni, la nuova versione punta a una maggiore sostenibilità delle rate, criteri di accesso più inclusivi e un approccio più flessibile per chi è in difficoltà economica.
Vediamo cosa si sa finora, chi potrà beneficiarne e come prepararsi in tempo per non perdere l’occasione.
Cos’è la Rottamazione Quinquies
La Rottamazione Quinquies è la nuova forma di definizione agevolata delle cartelle esattoriali gestite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Consente ai contribuenti di estinzione dei debiti fiscali senza pagare sanzioni e interessi di mora, versando solo l’importo originario del tributo e le spese di notifica.
L’obiettivo è duplice:
- permettere ai cittadini e alle imprese di regolarizzare la propria posizione con il Fisco;
- e, contemporaneamente, ridurre l’enorme mole di crediti non riscossi accumulati negli anni.
Un po’ di storia: dalle origini alla Quinquies
Negli ultimi anni, le rottamazioni si sono succedute in diverse versioni, ognuna con obiettivi e parametri differenti:
- Rottamazione 1 (DL 193/2016): introdotta dal Governo Renzi, permise di estinguere i debiti fino al 2016 senza sanzioni.
- Rottamazione bis (DL 148/2017): ampliò il periodo e introdusse il pagamento a rate.
- Rottamazione ter (DL 119/2018): prevedeva rate più flessibili e più tempo per aderire.
- Rottamazione quater (Legge di Bilancio 2023): introdusse condizioni agevolate per i debiti affidati dal 2000 al 2022.
La Rottamazione Quinquies, in arrivo con la Legge di Bilancio 2026, rappresenterà la quinta edizione di questo percorso, con l’obiettivo di semplificare e rendere più accessibile la chiusura delle pendenze fiscali.
Le principali novità della Rottamazione Quinquies
Sebbene i dettagli definitivi saranno pubblicati solo con la Legge di Bilancio, alcune linee guida politiche e tecniche sono già emerse.
Ecco cosa possiamo aspettarci:
- 💶 Rate più sostenibili: si parla di piani di pagamento fino a 72 mesi (6 anni), con la possibilità di dilazioni ulteriori per i contribuenti in difficoltà.
- ⚖️ Accesso ampliato: potranno aderire anche coloro che non hanno completato le precedenti rottamazioni, a determinate condizioni.
- 💸 Stralcio parziale di sanzioni e interessi: confermata la cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora, con la possibilità di riduzione parziale delle somme aggiuntive.
- 🧾 Procedura semplificata: la richiesta potrà essere presentata online, tramite portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza necessità di intermediari.
- 📅 Nuova finestra temporale: verranno inclusi i debiti affidati alla riscossione fino al 30 giugno 2025.
Chi potrà aderire
Potranno aderire alla Rottamazione Quinquies:
- persone fisiche e imprese con debiti fiscali o contributivi iscritti a ruolo;
- soggetti che non hanno completato le rate precedenti (rottamazione-ter o quater);
- contribuenti che non hanno potuto beneficiare di altre sanatorie per motivi economici o procedurali.
Sono invece esclusi:
- i debiti derivanti da condanne penali definitive;
- le somme dovute per recupero di aiuti di Stato;
- i contributi previdenziali non versati a enti privati (come casse professionali).
Esempio pratico: quanto si può risparmiare
Immaginiamo il caso di Marco, libero professionista con 20.000 euro di cartelle esattoriali relative a IRPEF e INPS non versati.
Con la Rottamazione Quinquies, Marco potrebbe:
- pagare solo l’imposta originaria, senza sanzioni né interessi (risparmio di circa il 30-40%);
- versare l’importo a rate fino a 6 anni, riducendo notevolmente il peso delle singole rate;
- ottenere la sospensione delle procedure esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche) durante la definizione della domanda.
Un vantaggio concreto per chi vuole ripartire senza il peso del passato fiscale.
Perché conviene prepararsi ora
Sebbene la misura entrerà in vigore nel 2026, è importante prepararsi in anticipo.
Questo perché la rottamazione non è automatica: serve presentare una domanda nei tempi stabiliti, allegando i dati dei debiti da definire.
Prepararsi ora significa:
- verificare con un professionista l’elenco delle cartelle esattoriali attive;
- valutare quali debiti conviene inserire nella nuova definizione agevolata;
- evitare errori formali che possono far perdere il beneficio.
Molti contribuenti, nelle precedenti edizioni, non hanno potuto usufruire della rottamazione proprio per ritardi o mancanza di documentazione aggiornata.
Differenze rispetto alle edizioni precedenti
Le principali differenze rispetto alla Rottamazione Quater riguarderanno probabilmente:
- una durata più lunga dei piani di pagamento;
- criteri di accesso semplificati per chi ha debiti di piccola entità;
- una maggiore digitalizzazione della procedura;
- l’introduzione di meccanismi di verifica automatica del reddito, per tarare le agevolazioni sulla reale capacità contributiva del cittadino.
L’obiettivo è rendere la Rottamazione Quinquies più equa e sostenibile, evitando che diventi solo una sanatoria temporanea.
FAQ – Domande frequenti sulla Rottamazione Quinquies
Quando entrerà in vigore la Rottamazione Quinquies?
Con la Legge di Bilancio 2026, presumibilmente a partire da gennaio dello stesso anno.
Quali debiti saranno inclusi?
Le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 30 giugno 2025.
Posso aderire se ho saltato le rate della rottamazione precedente?
Sì, ma solo se la nuova legge lo consentirà espressamente. È uno dei punti in discussione.
Quanto si risparmia?
In media tra il 30% e il 45%, grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi di mora.
Serve un avvocato o un commercialista per aderire?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato per evitare errori e individuare la strategia fiscale migliore.
Conclusione
La Rottamazione Quinquies rappresenta una nuova opportunità per chiudere i conti con il Fisco e tornare in regola in modo sostenibile.
Sarà una misura chiave della Legge di Bilancio 2026, pensata per favorire la compliance fiscale e ridurre il contenzioso tributario.
Prepararsi per tempo, analizzare le proprie posizioni e farsi assistere da un professionista può fare la differenza tra un’occasione colta e un’altra persa.
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Avv. Antonio Laudando
