Molti lavoratori che percepiscono un assegno ordinario di invalidità si sono sentiti dire dall’INPS che non avrebbero potuto richiedere la NASpI (indennità di disoccupazione).
Secondo l’interpretazione dell’Istituto, i due trattamenti sarebbero incompatibili, costringendo il cittadino a scegliere subito quale prestazione mantenere.
La Corte di Cassazione, però, è intervenuta con una decisione importante, chiarendo che il lavoratore non può essere obbligato a scegliere immediatamente e che la decisione può essere presa anche in un momento successivo.
Questo significa che chi si è visto negare la NASpI potrebbe avere diritto a recuperare le somme arretrate.
Su questo tema ci sono importanti novità operative. Per capire come gestire la domanda oggi, leggi la
nostra nuova guida su come percepire insieme Assegno Ordinario e NASpI
NASpI e assegno di invalidità: cosa sono
NASpI
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità economica che spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.
Serve come sostegno al reddito durante il periodo di disoccupazione.
Assegno ordinario di invalidità
L’assegno di invalidità è una prestazione previdenziale concessa ai lavoratori con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo.
Non è una prestazione assistenziale, ma legata ai contributi versati.
Il problema dell’incompatibilità
Per anni l’INPS ha sostenuto che fosse impossibile percepire entrambe le prestazioni contemporaneamente.
Il lavoratore veniva obbligato a scegliere subito se mantenere l’assegno di invalidità o richiedere la NASpI, senza possibilità di cambiare idea in seguito.
Molti cittadini, spaventati dalla prospettiva di perdere l’assegno, hanno rinunciato alla NASpI e quindi a migliaia di euro che sarebbero spettati loro.
La svolta della Cassazione
La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale:
non sei obbligato a scegliere subito.
Il lavoratore può decidere anche in un secondo momento se continuare a percepire l’assegno di invalidità o optare per la NASpI.
Se la scelta cade sulla NASpI, l’assegno di invalidità viene sospeso per il periodo in cui viene percepita l’indennità di disoccupazione.
Esempio pratico
Giuseppe, 55 anni, percepiva un assegno di invalidità. Dopo aver perso il lavoro, ha chiesto la NASpI, ma l’INPS gliel’ha negata perché non aveva rinunciato subito all’assegno.
Oggi, grazie all’orientamento della Cassazione, Giuseppe può ottenere la NASpI con effetto retroattivo e recuperare gli arretrati.
Cosa significa per i lavoratori
La sentenza apre la strada a numerosi lavoratori che negli ultimi anni si sono visti negare la NASpI.
Chi ha rinunciato o non ha presentato ricorso potrebbe ora far valere i propri diritti.
In sintesi:
- Non sei obbligato a scegliere subito tra assegno di invalidità e NASpI.
- Puoi richiedere la NASpI anche se stai percependo l’assegno, sospendendolo temporaneamente.
- Se l’INPS ti ha negato la NASpI, puoi recuperare gli arretrati.
FAQ – NASpI e assegno di invalidità
👉 Posso avere sia la NASpI che l’assegno di invalidità insieme?
No, non si possono percepire contemporaneamente, ma puoi sospendere l’assegno per ricevere la NASpI.
👉 Se ho già ricevuto un diniego dall’INPS, cosa posso fare?
Puoi valutare un ricorso per ottenere la NASpI con effetto retroattivo.
👉 Gli arretrati vengono riconosciuti?
Sì, se la domanda era stata respinta illegittimamente, puoi ottenere anche le somme arretrate.
👉 Ho bisogno di un avvocato?
Sì, per avviare un ricorso efficace e difendere i tuoi diritti è consigliabile l’assistenza legale.
Consigli pratici
- Se ti è stata negata la NASpI, recupera la documentazione relativa alla domanda e al provvedimento INPS.
- Valuta con un avvocato la possibilità di presentare ricorso.
- Non rinunciare ai tuoi diritti: la sentenza della Cassazione potrebbe valere migliaia di euro.
Conclusione
La decisione della Cassazione rappresenta una svolta a favore dei lavoratori.
Non sei obbligato a scegliere subito tra NASpI e assegno di invalidità: hai diritto a decidere in un secondo momento e, se l’INPS ti ha negato la NASpI, puoi recuperare le somme arretrate.
Se ti trovi in questa situazione, non lasciare che un diniego ingiusto comprometta i tuoi diritti.
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Avv. Antonio Laudando
