I MESSAGGI WHATSAPP VALGONO COME PROVA?

Negli anni del boom tecnologico, dove la maggior parte dei rapporti tra due persone (o gruppi di persone) vanno avanti per sms e messaggi WhatsApp, 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗮𝘁 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁𝗽𝗵𝗼𝗻𝗲? 𝗣𝗼𝘀𝘀𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲?

𝐌𝐄𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈 𝐖𝐇𝐀𝐓𝐒𝐀𝐏𝐏, 𝐒𝐌𝐒 𝐞 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐋𝐄
La giurisprudenza non ha potuto fare a meno di considerare come ormai tutte le conversazioni avvengono tramite smartphone e quindi tramite app di messaggistica. Non si può, quindi, negare ad esse una certa rilevanza giuridica. Ragion per cui, laddove vi sia la prova dell’avvenuta lettura, i messaggi WhatsApp e gli sms hanno 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮.
Più di un giudice ha ritenuto valido il 𝗹𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 intimato tramite un sms o semplice email se il lavoratore lo ha impugnato o ha informato di ciò i suoi colleghi.

Anche nel rapporto tra 𝗲𝘅 𝗰𝗼𝗻𝗶𝘂𝗴𝗶, si è data importanza al valore delle chat. Tant’è che i due ex hanno, addirittura, la possibilità di concordare le visite ai figli di settimana in settimana anche tramite semplici messaggini.

𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐏𝐄𝐍𝐀𝐋𝐄
La Cassazione ha ritenuto valida la prova penale delle 𝗰𝗵𝗮𝘁 𝗱𝗶 𝗪𝗵𝗮𝘁𝘀𝗔𝗽𝗽 contenute nello smartphone a condizione che questo venga consegnato agli 𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶 per effettuare le opportune verifiche. La 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 non ha alcun valore senza il supporto materiale che contiene l’originale e quindi le conversazioni contenute nei messaggi WhatsApp ed sms hanno valore legale di prova in giudizio ma affinchè possano essere utilizzati è necessaria l’acquisizione del supporto fisico.

Di recente, la Suprema Corte ha confermato la natura di prova, nel processo penale, delle chat su WhatsApp che, se conservati nella memoria del cellulare, hanno natura di “documenti”.
I relativi testi possono, infatti, essere ritenuti legittimamente acquisiti ed utilizzabili ai fini della decisione se ottenuti mediante riproduzione fotografica a cura degli inquirenti, il cosiddetto 𝘀𝗰𝗿𝗲𝗲𝗻𝘀𝗵𝗼𝘁.

𝐒𝐂𝐑𝐄𝐄𝐍𝐒𝐇𝐎𝐓 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐇𝐀𝐓 𝐒𝐔 𝐖𝐇𝐀𝐓𝐒𝐀𝐏𝐏
Lo screenshot fatto dagli inquirenti ha valore diverso rispetto a quello fatto dalla parte. Nel 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗼, essendo pubblici ufficiali, hanno il potere di certificare la corrispondenza della copia all’originale, potere che, invece, il privato non ha.
Quindi, lo screenshot prodotto in giudizio dalla parte ha valore documentale solo se non contestato dalla controparte. La contestazione, però, non deve essere generica ma supportata da fondati motivi.

𝐋𝐄 𝐄𝐌𝐎𝐓𝐈𝐂𝐎𝐍
Un 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 assumono le emoticon nell’interpretazione della chat per rivelare meglio le intenzioni dell’autore del messaggio.
Una minaccia seguita da una 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 (in segno di scherzo) non può essere considerata come seria e quindi ricadente nel divieto penale. Lo smile potrebbe smorzare l’insulto o la diffamazione.

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