L’ordinanza n. 2744/2025 della Corte di Cassazione si inserisce nel panorama giurisprudenziale in materia di prestazioni assistenziali, confermando un principio fondamentale: il giudice può discostarsi dalle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio (CTU) se adeguatamente motivato.
Il caso: la revoca dell’indennità e il ricorso giudiziale
La vicenda trae origine dalla revoca dell’indennità di accompagnamento concessa a un minore, decisione contestata dai genitori con ricorso al Tribunale di Rovereto. Il giudice, valutando non solo la CTU effettuata nel procedimento, ma anche altre fonti di conoscenza, ha ritenuto che il minore presentasse condizioni tali da giustificare l’erogazione della prestazione assistenziale.
La APSS ha impugnato la sentenza, sostenendo che il Tribunale avesse erroneamente riconosciuto il diritto del minore all’indennità basandosi su elementi estranei alla CTU espletata nel giudizio.
Il principio espresso dalla Cassazione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il giudice di merito ha piena facoltà di discostarsi dalle conclusioni del CTU se motiva adeguatamente il proprio convincimento. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la decisione fosse fondata su una valutazione coerente e non illogica, e che la revoca amministrativa dell’indennità non fosse giustificata alla luce della persistenza delle condizioni invalidanti del minore.
Le implicazioni della decisione
Questa pronuncia rafforza il principio secondo cui il diritto all’indennità di accompagnamento per i minori deve essere valutato in maniera complessiva, tenendo conto delle reali condizioni di vita dell’assistito. Inoltre, conferma l’importanza dell’autonomia del giudice nel valutare gli elementi probatori a disposizione, anche discostandosi dalle consulenze tecniche, quando queste non appaiono pienamente convincenti o non colgono tutti gli aspetti rilevanti.
Questa ordinanza rappresenta un importante punto di riferimento per coloro che si trovano a dover affrontare contenziosi relativi alle prestazioni assistenziali, offrendo maggiore tutela ai soggetti più vulnerabili.
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Avv. Antonio Laudando
